Quali nomi hanno le dita dei piedi?

A differenza di quelle della mani, le dita dei piedi non hanno un nome! Delusi? 🙂
Si chiamano semplicemente digiti pedis, secondo la classificazione internazionale dei termini anatomici stabilita nel 1955, e solo il primo è chiamato alluce.

Per distinguerli vengono numerati progressivamente (I,II,III,IV,V dito) a partire dall’alluce che, analogamente al primo dito della mano, ha solo due falangi, mentre le alte ne hanno tre.

Di solito il primo è anche il dito più lungo, ma vi sono persone (circa il 10-15% della popolazione) con il secondo dito del piede più lungo dell’alluce.
Per Ronald Chapell, fondatore di un “club della salute” a Miami, questo è un indizio inconfondibile di bellezza!
Chapell è giunto a questa conclusione confrontando migliaia di fotografie: le donne più belle hanno queste caratteristica. Esempi illustri? La Venere di Botticelli e Marilyn Monroe.
E questo potrebbe valere anche per gli uomini: il David di Michelangelo sembra dimostrarlo.

E ora toglietevi tutti la scarpa e controllate! E voglio sapere i risultati 🙂

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Come è fatto il cervello?

E’ l’oggetto più complesso e misterioso che si conosca: 1300-1500 grammi di tessuto gelatinoso, composto da 100 miliardi di cellule (i neuroni) ognuna delle quali sviluppa in media 10mila connessioni con le cellule vicine.
Vi illustrerò in questo e nei prossimi post, in sintesi, come si forma, com’è organizzato, come si difende e come funziona il cervello.

Durante la vita fetale, l’organismo produce non meno si 250 mila neuroni al minuto. Ma 15-30 giorni prima della nascita, la produzione si blocca e per il cervello inizia una seconda fase che durerà tutta la vita: la creazione di connessioni tra le cellule.
In questo processo le cellule che falliscono le connessioni vengono eliminate, tanto che al momento della nascita sono già dimezzate!!

La moria diviene imponente dai 30-40 anni quando, senza che l’organismo le sostituisca (la rigenerazione dei neuroni è stata realizzata solo in laboratorio), le cellule cerebrali cominciano a morire al ritmo di 100mila al giorno, circa 1 al secondo!
Per fortuna non c’è un corrispondente declino mentale: la capacità di creare connessioni preserva infatti le facoltà mentali acquisite.

Struttura a strati del cervello

Il cervello umano (più correttamente “encefalo“) è il risultato della sovrapposizione dei tre tipi di cervello apparsi nel corso dell’evoluzione dei vertebrati. Dal basso (alla base del cranio), il cervello più antico, o rombocefalo, specializzato nel controllo di funzioni involontarie come vigilanza, respirazione, circolazione e tono muscolare
Comprende il cervelletto e le parti del midollo spinale che si allungano nel cervello.
Salendo, c’è il mesencefalo: una piccola porzione di tessuto nervoso costituita dai cosiddetti peduncoli cerebrali e dalla lamina quadrigemina.
Infine c’è il prosencefalo, la parte più “moderna“, suddiviso in diencefalo e telencefalo. Il primo, chiamato anche “sistema limbico”, contiene strutture come talamo, ipotalamo, ipofisi e ippocampo, da cui provengono sensazioni come fame, sete o desiderio sessuale.
Infine la parte più recente in assoluto: la corteccia, dove hanno sede le funzioni dell’intelligenza e del linguaggio.

Nei prossimi articoli:
A cosa servono le meningi?
Che cosa ci dice l’elettroencefalogramma?
La struttura del neurone.
Che cosa sono le sinapsi?
Cos’è il coma?
Se il cervello si ammala?
Che cosa sono i ricordi?

Non mancate, vi aspetto 🙂

Fino a che distanza si vede ad occhio nudo?

Continuiamo con le curiosità scientifiche… occhio

Innanzitutto bisogna precisare che, teoricamente, il limite della visione è infinito.
In pratica però, diversi fattori influenzano la distanza massima alla quale possiamo vedere un certo oggetto: in particolare la sua luminosità (più è brillante, più distante lo possiamo distinguere), il suo colore (il giallo è il colore cui il nostro occhio è più sensibile), il contrasto con lo sfondo (anche la luce di un fiammifero, in un luogo del tutto buio, si vede a grande distanza).

Sulla Terra, il confine della nostra visione coincide con l’orizzonte, il cerchio ideale generato dalla curvatura terrestre. L’orizzonte è tanto più lontano quanto maggiore è l’altitudine del punto di osservazione.
Per esempio, un uomo di altezza normale, ha l’orizzonte posto a circa 4,8 km; da un altezza di 10 m esso si sposta a 11,3 km e da una montagna alta 7000 m è a 300 km, una distanza superiore, in realtà, a quanto la trasparenza dell’atmosfera consenta di vedere.

In assoluto, però, l’oggetto più lontano che sia possibile scorgere ad occhio nudo, in un cielo privo di inquinamento luminoso, è la galassia Andromeda.
Composta da circa 400 miliardi di stelle, si trova a 2,2 milioni di anni luce dalla Terr, cioè a quasi 21 miliardi di miliardi di chilometri!

andromeda

Niente male il nostro occhio…

Qual’è la capacità di memoria del cervello in gigabyte?

Secondo molti specialisti di scienze biomediche, il cervello non può essere paragonato ad un normale computer. Sopratutto perché, da un punto di vista tecnico, un pc e un cervello sono organizzati in modo del tutto differente!
Nel primo vi sono delle unità fisiche elementari di memoria, mentre nel secondo la capacità di memorizzazione è gestita in modo molto più articolato, secondo un modello detto, non a caso, “a rete neurale“.

In un primo momento si era pensato ad un calcolo in base all'”hardware“, fatta da Von Neumann in “The Computer and the Brain”: questo esperimento aveva dato come risultato 10^20 bit… un numero infinitamente grande!

Un’altro metodo è di stimare il numero totale di sinapsi e quindi presumere che ogni sinapse contenga alcuni bit. Le stime sul numero di sinapsi sono state fatte in un range tra 10^13 e 10^15 bit.

Comunque, un calcolo semplicistico e, sembra, molto più affidabile, basato sul numero dei neuroni presenti nel cervello (circa 100 miliardi) e sulle quantità dei loro mutui collegamenti (le sinapsi), produce come risultato una capacità nell’ordine di qualche decina di giga byte.

Inferiore, ormai, a qualsiasi hard disk.
Un pò deludente come risultato…

Speriamo di non essere ridotti così

Cervello Piccolo